Invasione russa e aumento prezzi.

Invasione russa e aumento prezzi. Occhio ai profittatori

L’invasione russa dell’Ucraina ha ripercussioni su tutti i prezzi, all’ingrosso e al dettaglio. Non c’è altro da aggiungere a quanto in corso per i prezzi energetici, coi provvedimenti del governo appena approvati e coi molteplici dubbi sollevati da più parti (1) e la Germania che ha bloccato il gasdotto russo Nord Stream2.

Non c’è altro da aggiungere anche al blocco dei camionisti che protestano per l‘aumento dei carburanti… se non capiscono da soli che bloccare la mobilità su gomma serve solo ad esasperare la situazione dei consumatori ché è già esplosivo in sé (anche peggio di uno sciopero) il fatto che non trasportano le merci (2)

Con la “novità” della guerra è altamente probabile che diversi prezzi, pur non direttamente coinvolti dall’invasione, schizzeranno in alto: alla richiesta del consumatore, il dettagliante è probabile che ci risponderà “è la guerra”… anche se sono le arance che vengono dalla Sicilia o il grano che arriva dal Canada. In situazioni del genere i furbi e le canaglie non demordono, ma si perfezionano.


Per difendersi e individuare i profittatori:


– non accettare passivamente l’aumento di un prodotto o servizio, non rassegnarsi alle spiegazioni del dettagliante e verificare presso altri negozi, segnalando ovunque, anche sui media e i social, ciò che sta accadendo, sì da punire il profittare con la principale arma del consumatore: il non-acquisto!


– verificare, soprattutto nella grande distribuzione, se si verificano pratiche commerciali scorrette (per esempio: prezzi garantiti bloccati per tot tempo che invece cambiano). Pratiche commerciali scorrette anche per eventuali cartelli di prezzi: aumenti nello stesso momento degli stessi prodotti pur in catene diverse. E di conseguenza segnalare all’Antitrust e denunciare pubblicamente.

Insomma, l’invasione russa è in corso, ma non è detto che dobbiamo pagarla anche oltre il dovuto.

Di admin