Sindacato Europeo dei Lavoratori

a cura di Giuseppe Criseo

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In relazione alla documentazione idonea alla prova della presenza del
lavoratore in data anteriore all’8 marzo 2020, si ritiene che nel caso di
documenti risalenti nel tempo questi debbano essere supportati da altra
documentazione che dimostri la presenza nel territorio nazionale dello
straniero in una data più ravvicinata.
Analogamente deve essere richiesta ulteriore documentazione quando sul
passaporto del lavoratore risulti un timbro di ingresso nel territorio Schengen e non nel territorio italiano come richiesto dalla norma. Si ribadisce che la prova della presenza deve essere costituita da attestazioni rilasciate da organismi pubblici e, pertanto, non si ritiene possano essere ammesse dichiarazioni testimoniali.
Requisito reddituale del datore di lavoro
Riguardo al requisito reddituale del datore di lavoro, disciplinato dall’art.
9 del decreto interministeriale 27 maggio 2020, si precisa che, nel caso di
nucleo familiare composto da un solo soggetto (unico percettore di reddito) il
reddito richiesto non deve essere inferiore a 20.000 euro annui, nel caso,
invece, di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da più
soggetti conviventi, il reddito del datore di lavoro non deve essere inferiore a
27.000 euro annui anche se quest’ultimo sia l’unico percettore di reddito. In
questo caso il reddito del datore di lavoro potrà essere integrato dal
reddito percepito da altro soggetto del nucleo familiare. Il coniuge ed i
parenti entro il 2^ grado possono concorrere alla determinazione del reddito
anche se non conviventi. Per il lavoro domestico, nel caso in cui il richiedente
non percepisca reddito, si ritiene che all’integrazione della soglia minima
possa concorrere altro componente della famiglia anche per l’intero importo
(euro 27.000,00).
Nell’ipotesi di datore di lavoro affetto da patologie o disabilità che ne
limitino l’autosufficienza, il requisito reddituale non è richiesto quando
l’istanza si riferisce ad un unico lavoratore addetto alla sua assistenza. In tal
caso, la limitazione dell’autosufficienza non corrisponde necessariamente al
riconoscimento dell’invalidità civile ma può essere attestata dal medico di
base di medicina generale iscritto al SSN o da una struttura pubblica.
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Garanzia alloggiativa
Circa l’impegno del datore di lavoro relativo alla garanzia di un
alloggio per il lavoratore che rientri nei parametri minimi richiesti dalla legge
per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, indicato dall’art. 5 bis del T.U.
immigrazione tra i contenuti del contratto di soggiorno, si fa presente che
detto requisito è richiesto anche per la procedura di emersione dal lavoro
irregolare, atteso che il comma 15 dell’art.103 fa esplicito riferimento al
contratto di soggiorno.
Qualora, però, l’acquisizione dell’attestato di idoneità alloggiativa
comporti una dilazione eccessiva della convocazione delle parti per la
sottoscrizione del contratto, è possibile procedere alla conclusione del
procedimento in presenza della sola richiesta di idoneità alloggiativa agli
organi competenti, fermo restando l’obbligo in capo al datore di lavoro della
produzione del suddetto documento allo Sportello Unico in un momento
successivo.
Delega alla sottoscrizione del contratto di soggiorno
Con riferimento alla possibilità di delega alla sottoscrizione del
contratto di soggiorno, nell’ipotesi di impedimento del datore di lavoro
dovuto a motivi di salute, si ritiene di poter applicare, in via analogica, il
disposto dell’art. 4, comma 2, del D.P.R. 28/12/2020 n.445, recante il Testo
Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
documentazione amministrativa, a norma del quale “la dichiarazione
nell’interesse di chi si trovi in una situazione di impedimento temporaneo, per
ragioni connesse allo stato di salute, è sostituita dalla dichiarazione,
contenente espressa indicazione dell’esistenza di un impedimento, resa dal
coniuge o, in sua assenza, dai figli o, in mancanza di questi, da altro parente
in linea retta o collaterale fino al terzo grado, al pubblico ufficiale, previo
accertamento dell’identità del dichiarante”.
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Interruzione o mancata instaurazione del rapporto di lavoro nelle more
della procedura o all’atto della convocazione presso lo Sportello Unico
Per quanto concerne la conclusione della procedura con la richiesta di
rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione in favore del
lavoratore straniero, al di fuori dei casi di forza maggiore, già disciplinati con
circolare congiunta del 24 luglio 2020, si precisa quanto segue.
Nel caso in cui il rapporto di lavoro per il quale è stata avviata la
procedura di emersione si interrompa per qualsiasi motivo non ricollegabile
ad una causa di forza maggiore, il datore di lavoro che ha presentato la
domanda di emersione dovrà dare comunicazione dell’avvenuta interruzione
secondo le ordinarie disposizioni di legge e potrà richiedere allo Sportello
Unico di essere convocato con priorità, al fine di consentire all’Ufficio una
valutazione tempestiva ed attuale delle circostanze sopravvenute per un
eventuale rilascio al lavoratore di un permesso di soggiorno per attesa
occupazione. Al momento della convocazione, il datore di lavoro dovrà
formalizzare la rinuncia al rapporto di lavoro, specificando i motivi che ne
hanno causato l’interruzione e sottoscrivendo, contestualmente al
lavoratore straniero, il contratto di soggiorno per il periodo relativo
all’effettivo impiego del lavoratore.
Al lavoratore, vista l’interruzione del rapporto di lavoro, potrà essere
rilasciato un permesso di soggiorno per attesa occupazione, previa una
valutazione da parte degli Sportelli Unici volta ad escludere che la domanda
di emersione sia stata inoltrata strumentalmente, proprio per far ottenere al
cittadino straniero il permesso di soggiorno.
A mero titolo esemplificativo, ai fini di tale valutazione, potrebbero
essere prese in considerazione la durata temporale del periodo di impiego, la
presenza della comunicazione obbligatoria già effettuata e da quanto tempo,
le motivazioni il più possibile oggettive (ragioni di salute, trasferimento,
sopravvenuti impedimenti economici o alloggiativi), che hanno indotto il
datore di lavoro a non voler concludere la procedura di emersione. E’,
comunque, necessario considerare, per il solo settore del lavoro agricolo, il
divieto di licenziamento che, introdotto dal Decreto “Cura Italia”, è stato
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recentemente prorogato fino al 31 gennaio 2021 dal Decreto “Ristori” per far
fronte all’emergenza economica dovuta al diffondersi della paneamia da
Covid-19.
Il datore di lavoro dovrà in ogni caso effettuare la comunicazione di
cessazione del rapporto di lavoro nei tempi e con le modalità previste dalla
normativa vigente e provvedere al versamento dei contributi previdenziali ed
assistenziali all’INPS, a favore del lavoratore straniero nonché al versamento
del premio all’INAIL se soggetto all’assolvimento dell’obbligo assicurativo
direttamente nei confronti di quest’ultimo istituto, per l’intero periodo di
effettiva durata del rapporto di lavoro.
Nel caso in cui il rapporto di lavoro non si sia instaurato, nelle more
della convocazione presso lo Sportello Unico, e all’atto della convocazione la
costituzione del rapporto di lavoro non risulti possibile è necessario, anche in
questa fattispecie, che lo Sportello svolga una valutazione caso per caso circa
l’opportunità di concedere allo straniero il permesso di soggiorno per attesa
occupazione
Si ribadisce che i casi di forza maggiore per i quali, esperita
positivamente l’istruttoria, è consentito al cittadino straniero di richiedere il
permesso di soggiorno per attesa occupazione sono il decesso del datore di
lavoro o dell’assistito ed il fallimento o la cessazione dell’azienda/datore di
lavoro, già disciplinati con circolare congiunta del 24 luglio 2020.
Giova rammentare, al riguardo che il d.l. 34/2020 non ha previsto la
possibilità di concedere il permesso di soggiorno per attesa occupazione.
Tuttavia, poiché il comma 4 del citato art. 103, in caso di cessazione del
rapporto di lavoro, rimanda all’art. 22 – comma 11 del d.lgs. 286/98 (il quale
prevede che il cittadino straniero che perda il lavoro non abbia revocato il
permesso di soggiorno e possa iscriversi alle liste di collocamento), si ritiene
di poter ammettere una valutazione di ciascuna fattispecie.
A tal proposito, si fa presente che, nel caso di rigetto dell’istanza, la
generazione automatica, da parte del sistema SPI, della lettera di
convocazione dello straniero ai fini della richiesta del permesso di soggiorno
per attesa occupazione, non comporta, per lo Sportello Unico, alcun obbligo
di invio della stessa al lavoratore.
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Si invita, peraltro, a rammentare agli interessati che, in caso di mancato
perfezionamento della procedura presso lo Sportello, ai sensi del comma 13
del d.l. 34/2020, cessa la sospensione dei procedimenti penali e
amministrativi di cui al comma 11 del medesimo articolo.
Riapertura termini per errori di invio dell’istanza
Con riferimento a quei datori di lavoro che, pur avendo effettuato il
versamento forfetario di almeno €500,00, non hanno inviato alcuna istanza di
regolarizzazione di un lavoratore straniero oppure, erroneamente, hanno
inviato l’istanza all’INPS, ed intendono completare la procedura di
regolarizzazione, si rappresenta che gli stessi potranno accedere, a partire
dalle ore 9:00 del giorno 25 novembre 2020 e fino alle ore 20:00 del giorno
31 dicembre 2020 al sistema di inoltro telematico delle istanze, al consueto
indirizzo https://nullaostalavoro.interno.it.
Al fine di attribuire agli utenti l’abilitazione alla compilazione dei
modelli di domanda EM-DOM_2020 ed EM-SUB_2020, il sistema richiederà
l’inserimento degli stessi dati presenti sul modello F24 e ne verificherà
l’esatta corrispondenza con i dati presenti.
Si precisa che le istanze in questione potranno essere inviate anche per
il tramite dei consueti intermediari autorizzati (patronati, CAAF, consulenti
del lavoro, ecc.).
Eventuali richieste di assistenza alla compilazione ed all’invio potranno
essere inoltrate tramite l’apposita sezione help desk dell’applicativo.
Le istanze in questione saranno identificabili sul sistema SPI
attraverso la data di invio (successiva al 15/08/2020).
Infine, tenuto conto che lo scopo dell’emersione dal lavoro irregolare
è, tra l’altro, quello di garantire livelli adeguati di tutela della salute
individuale e collettiva in conseguenza della contingente ed eccezionale
emergenza sanitaria connessa alla diffusione del contagio da Covid 19, si
richiama l’attenzione delle SS.LL. sull’esigenza di portare a compimento tutte
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le fasi del procedimento amministrativo di cui trattasi nel più breve tempo
possibile.
Al riguardo, nel rigoroso rispetto delle prescrizioni sanitarie necessarie
per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e per garantire la
salubrità dell’ambiente di lavoro al fine di contenere il rischio di contagio da
Covid-19, vorranno le SS.LL. adottare modalità organizzative volte ad
assicurare le convocazioni degli interessati in modo costante e regolare.
Si ringrazia per la consueta collaborazione e si resta a disposizione per
eventuali ulteriori chiarimenti.
FIRMATO
IL VICE CAPO DIPARTIMENTO
DIRETTORE CENTRALE
(Mara Di Lullo)

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