(AGENPARL) – Roma, 19 nov – Di seguito la lettera aperta degli gli iscritti ai sindacati in indirizzo, aderenti al Coordinamento spontaneo ispettori MLPS riguardo al Jobs act.

A:

CGIL-FP

CISAL-FPC

CISL-FP

Federazione UGL-Intesa – Coordinamento Lavoro

FLP-Lavoro

UIL-PA

USB-Lavoro

Spettabili organizzazioni sindacali,

come ispettori iscritti alle varie organizzazioni sindacali facenti parte del Coordinamento spontaneo ispettori del MLPS, impegnati nel proporre soluzioni al Ministero del lavoro e delle politiche sociali (MLPS) riguardanti l’attività di vigilanza, vi rappresentiamo il nostro pensiero relativo alla parte del disegno di legge di riforma del lavoro (AC 2660 – cosiddetto ” jobs act “) in cui si istituisce un’agenzia che unifica l’attività ispettiva dei diversi enti coinvolti (INPS, INAIL, Ministero del lavoro).

Condividendo in via di principio le perplessità e i dubbi che tale riforma comporta, già espressi in diversi vostri comunicati, ci teniamo a specificare che la soluzione prospettata da alcuni di voi: “un semplice coordinamento delle funzioni”, non sia assolutamente sufficiente a eliminare le criticità di un sistema di vigilanza in cui operiamo disgiuntamente e con diverse finalità rispetto a INPS e INAIL, per non parlare delle funzioni relative alla salute e sicurezza svolte da ASL e ARPA che il disegno di legge ha relegato ad un forzato coordinamento a causa della marcia indietro fatta, finora, dal Senato rispetto al testo del disegno di legge costituzionale (AC 2613) del Governo.

La riduttiva soluzione dell’unificazione di banche dati comuni, mai voluta attuare fino ad ora, non porterebbe a risolvere il problema di omogeneizzare procedure, mezzi e obiettivi. Il tutto nel rispetto della legislazione esistente, troppo spesso applicata in maniera “creativa”.

Evitare la duplicazione degli accertamenti è una delle necessità non solo per i soggetti ispezionati ma anche per la razionale programmazione degli interventi a tutela della legalità del lavoro, per ottenere degli obiettivi di efficacia dell’azione di vigilanza e per tutelare il ruolo degli ispettori che si presentano (con la loro faccia e solo con quella) all’interno delle aziende, essendo percepiti più come vessatori o esattori che come degli operatori che garantiscono il rispetto della legge.

Il problema della sovrapposizione dei controlli, a cui sono molto sensibili gli imprenditori, non dovrebbe essere il solo scopo dell’istituzione di una agenzia, già la sua definizione nel disegno di legge è chiaramente orientata in senso riduttivo: “agenzia unica per le ispezioni del lavoro”.

Un organismo nuovo, unico e globale, non un ulteriore ente che svolge una sola funzione, servirebbe per effettuare più efficacemente, e con le economie conseguenti, tutte le altre funzioni di supporto al mondo del lavoro previste dalla legislazione vigente, che sono tantissime e molto diversificate e spesso non hanno nessun nesso con la vigilanza, sempre necessaria in uno Stato di diritto.

Solo a titolo esemplificativo, l’istituzione dell’agenzia unica fornirebbe un unico interlocutore anche ai lavoratori che chiedono all’ispettore di turno, presente in ogni DTL, di percepire gli assegni per il nucleo familiare, l’indennità di malattia o di maternità non pagate dal proprio datore di lavoro, oppure le integrazioni salariali o da infortunio.

Gli ispettori del lavoro, unici a poter prescrivere o a fare la diffida accertativa (particolarmente richiesta in questo periodo), svolgono una funzione sociale che a volte non consente “recuperi” o “monetizzazione”.

La nostra esperienza di coordinamento trasversale tra ispettori è iniziata per sensibilizzare la nostra amministrazione sui problemi legati alle aggressioni che sono sensibilmente aumentate, attraverso il rifiuto di svolgere l’attività lavorativa in orario straordinario e di continuare ad utilizzare la propria autovettura, accettando il disagio che ciò comporta, ma usufruendo dei conseguenti risparmi di spesa, altrettanto importanti e non remunerati.

Da operatori sul campo siamo i primi a percepire la resistenza delle aziende a comprendere un sistema di controlli che porta, per uno stesso fatto, ad avere assicurate una serie di sanzioni (ultimamente sensibilmente aumentate) che portano spesso, in questo momento di crisi economica, alla chiusura della stessa azienda che non riesce ad assorbirne l’impatto economico.

Abbiamo sperimentato per primi l’insensibilità della nostra amministrazione nel momento in cui vi era la richiesta di sostenere la nostra attività al fine di tutelarla, ma questa continua imperterrita a chiederci di “fare numeri” senza dotarci dei mezzi necessari,dando per scontato il nostro apporto volontario e considerandolo già acquisito in sede di programmazione dei risultati.

La nostra professionalità non solo non è riconosciuta economicamente ma contribuisce alle inefficienze che poi noi stessi subiamo come operatori con atti gravi di aggressione!

Nonostante tutto crediamo ancora che il nostro lavoro sia importante e proprio per questo chiediamo un serio ragionamento sulla possibilità di unificare la vigilanza sul lavoro per raggiungere l’obiettivo della tutela omogenea dei diritti dei lavoratori. A tale proposito, sembra del tutto assurda la presunta segretezza in cui si dovrebbe svolgere, a fine novembre, un convegnosull’”agenzia unica per le ispezioni del lavoro”.

Sappiamo anche che, a differenza delle reazioni partecipate nel momento in cui un lavoratore subisce un infortunio mortale o una malattia professionale, lo Stato non garantisce l’uniforme applicazione delle norme che tutelano la salute e la sicurezza dei lavoratori, in quanto le ASL sono attori che agiscono come cellule autonome che applicano i controlli e le sanzioni in maniera molto differenziata nel territorio.

La nostra esperienza sul campo ci porta a dire che tutto ciò non è degno di un paese civile.

La nascita di questo Coordinamento trasversale tra ispettori di diverse convinzioni politiche e sindacali, è stata a sua volta molto positiva in quanto ha fatto confluire e comunicare le diverse esperienze e ci ha portato ad un ragionamento di grande respiro, che solo come operatori sul campo siamo riusciti a costruire.

Da qualcuno siamo stati incolpati di corporativismo, ma abbiamo dovuto prendere atto che la peculiarità e le problematiche specifiche del nostro lavoro non sono mai state prese concretamente in esame e per contro, auspichiamo che la stessa veduta d’insieme, nasca anche tra i colleghi con mansioni amministrative del Ministero del lavoro

Riteniamo che si dovesse cominciare a mettere in discussione la funzione principale del Ministero e dell’ispezione del lavoro in generale. Nel fare questo abbiamo unito e non diviso.

Da parte vostra abbiamo sentito la solidarietà che si è dimostrata in varie occasioni e anche l’appoggio in situazioni difficili.

Nelle varie fasi della protesta è risultato chiaro che il sindacato senza lavoratori è inutile ed i lavoratori senza nessuno che li rappresenta, sono più deboli. Ma questo credito va guadagnato giorno per giorno e deve stare al passo con l’evoluzione della società.

Non ci nascondiamo che la nuova proposta di riforma abbia potuto spaventare i colleghi di altri Enti, che hanno il timore di vedere abbassato il loro introito economico, e nessuno di noi si augura che questa riforma possa portare a riconoscimenti economici verso il basso.

Pur tuttavia vi chiediamo il sostegno per un ragionamento di più alto respiro nell’ottica di una riforma di efficienza della pubblica amministrazione.

Non possiamo fermarci al ragionamento “lobbistico” delle diverse categorie coinvolte. Qualcuno di voi che l’ha fatto, sta solo rincorrendo facili e sterili consensi autoreferenziali, che non danno nessun contributo all’evoluzione anzidetta.

Da iscritti al sindacato, siamo rimasti delusi nel vedere qualche vostro ragionamento parziale sulla questione, il quale può certo corrispondere ai timori dei diversi colleghi coinvolti e anch’essi “tesserati” ma non possiamo accettare che venga, solo per questo, bloccata un’occasione di riforma così importante per il mondo del lavoro, che voi siete deputati a tutelare, in senso generale.

Non vorremmo che tale delusione si trasformasse in totale disaffezione fino al punto di non avere più nessuna motivazione per essere iscritti ad un sindacato.

Lo scrivono in una lettera gli iscritti ai sindacati in indirizzo, aderenti al Coordinamento spontaneo ispettori MLPS.

Be Sociable, Share!

Di admin