Pisapia d’estate massacra le piscine di tasse e burocrazia

di Marianna Baroli

«Un sistema di prezzi uguali per tutti è sbagliato, serve una redistribuzione più equa con incentivi mirati».

L’assessore allo Sport, Chiara Bisconti, ha le idee chiare. Se sei un manager, un politico, un riccone insomma, non puoi, anzi non devi, pagare quanto un muratore, un ambulante o comunque un membro delle categorie più in difficoltà. L’affare che si fa caldo riguarda il luogo di refrigerio per eccellenza dei milanesi: la piscina. Approda infatti in questi giorni in aula a Palazzo Marino la discussione su quelle che saranno le nuove tariffeper accedere ai centri sportivi cittadini. Unica certezza: gli aumenti, in un modo o nell’altro, toccheranno tutti.

Se infatti attualmente un’ora di nuoto libero in piscina costa circa 4,50 euro, da settembre il prezzo potrebbe salire a 7,50 euro. Un aumento significativo se si pensa che, in questo modo, le casse di Milano Sport si rimpinguerebbero grazie a 1 milione di euro di guadagni derivati proprio da questi aumenti. A Palazzo Marino si prepara però già una piccola battaglia. A essere infatti stabiliti domani saranno, in primo luogo, le agevolazioni che secondo le prime linee guida porterebbero ad avere ingressi gratuiti per i bambini sotto i 5 anni, prezzi ridotti per la fascia giovani (dai 5 ai 25 anni) e agevolazioni per gli over 65. Ma «le tariffe potranno differenziarsi anche in base al tipo di sport, alla collocazione degli impianti, all’orario di accesso e al numero di ingressi acquistati» ha spiegato l’assessore Bisconti.

«L’arrivo in Consiglio della delibera sulle linee di indirizzo per le tariffe degli impianti comunali sportivi sancisce per l’ennesima volta l’improntaoppressiva di questa amministrazione» ha commentato Silvia Sardone, membro della segreteria regionale di Forza Italia Lombardia e leader dei Movimentisti del partito. Perché il cambiamento non sarà solo inerente alle tariffe. Per accedere alle agevolazioni, infatti, i cittadini potrebbero doversi munire di certificato Isee che attesti l’effettivo reddito. Un procedimento burocratico complesso fatto, nuovamente, di scartoffie da compilare. Un vero must, questo, a cui la giunta di Giuliano Pisapia non sembra proprio voler rinunciare.

«Stanno raschiando il fondo del barile, vogliono risolvere i problemi di cassa scaricando le scelte scellerate sui milanesi» ha continuato Sardone «l’aumento delle tariffe per le piscine èinaccettabile. Il sindaco sta prosciugando le tasche dei cittadini, tentando di racimolare quattrini sulla nuotata settimanale o sulla sgambata nel weekend». È la stessa consigliera di Zona, Silvia Sardone, che sottolinea come «la nuotata condita da burocrazia» abbia uno stampo sovietico.

«Le indiscrezioni sulle eventuali procedure legate all’Isee per gli sconti lasciano veramente perplessi: andare in piscina rischia di diventare un’odissea tra moduli, certificati e richieste agevolazioni in base al reddito» ha concluso Sardone «spiace constatare che ormai questa giunta sia riconoscibile, quotidianamente, solo per aumenti di tariffe e tasse. La furia tassatoria di Pisapia non ha più freni e i milanesi hanno il timore della nuova gabella giornaliera. Non possiamo più accettare che l’incompetenza della maggioranza diventi una costante negativa per i milanesi. L’ideologia di questa sinistra sbarcherà, purtroppo, anche nelle piscine comunali. Ringraziamo il Sindaco per l’ennesima genialata di questa amministrazione».

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