CORTE DEI CONTI Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica XI
Sezioni riunite in sede di controllo 2014

L’ISEE, l’indicatore che regola le condizioni di accesso alle prestazioni
sociali agevolate, ha registrato una larga diffusione nel nostro Paese: lo hanno
utilizzato poco più del 31 per cento dei quasi 60 milioni di italiani, ossia quella parte
di popolazione collocata nei livelli più bassi di tenore di vita; vi hanno ricorso
soprattutto i cittadini del Mezzogiorno, in misura doppia rispetto a quelli del centro
e tripla rispetto alla popolazione del nord)

A distanza di quindici anni dalla sua introduzione, si è recentemente proceduto
ad una revisione dell’istituto, con l’obiettivo di porre rimedio ai limiti registrati nel
tempo.
Il nuovo istituto non ha intaccato i caposaldi teorici e le preferenze consolidate
della politica economica: risultano confermati l’abnorme ruolo assegnato al
patrimonio familiare ai fini della determinazione dell’indicatore; la non piena
separazione nella misurazione del reddito e del patrimonio; la definizione della
scala di equivalenza impiegata per graduare l’ISEE in relazione al numero e ad
altre caratteristiche del nucleo familiare.
Le novità che si registrano, tuttavia, riescono a ridurre alcuni difetti dell’ISEE
pre riforma.
Da un lato, infatti, la valutazione del tenore di vita del nucleo familiare
avviene tenendo conto di tutte le tipologie di reddito e di patrimonio, superando le
esclusioni del passato.
Dall’altro, si ridefinisce la famiglia di riferimento e la relativa scala di
equivalenza: sia individuando i requisiti del nucleo familiare “di fatto”, sia
accordando più incisivi benefici alle famiglie con più di due figli e/o con componenti
disabili.
Una terza modifica di rilievo è costituita dalla definizione differenziata di
nucleo in base al tipo di prestazione agevolata richiesta: ne deriva che possono
essere calcolati più ISEE per lo stesso richiedente, ma anche che si riduce la
necessità che gli Enti erogatori delle diverse prestazioni procedano alla fissazione di
specifici criteri selettivi.
Infine, va registrata la novità di una scala di equivalenza in cui trova maggior
rilievo la presenza di figli: si conferma il peso per nuclei con figli minori; viene
aumentata la già prevista maggiorazione per i figli minori di tre anni; si introduce
una nuova maggiorazione del peso per le famiglie con almeno tre figli, senza
specificare né la condizione di essere a carico, né l’età.
Fra le novità dell’istituto riformato non compare, invece, l’estensione
dell’area di applicazione. Da questo punto di vista, dunque, il nuovo ISEE conferma
i limiti del vecchio: l’istituto è applicabile alla generalità di servizi o di prestazioni
economiche resi dall’operatore pubblico ma continuano a pesare le esclusioni di
prestazioni assicurate dal sistema previdenziale e da quello sanitario.
In ogni caso, gli effetti della riforma, misurati attraverso un modello di
microsimulazione, segnalano significative differenze rispetto al vecchio ISEE
soprattutto in quattro direzioni: i) l’assegnazione di un maggior rilievo, nella
costruzione dell’indicatore, al patrimonio, rispetto al reddito; ii) maggiori vantaggi

al lavoro dipendente; iii) più pronunciata attenzione a favore delle famiglie con tre
o più figli; iv) maggiore valorizzazione per i nuclei con componenti disabili e non
autosufficienti.
Il potenziamento del nuovo ISEE riflette, peraltro, il forte potenziamento
dell’attività di controllo, conseguente all’evoluzione della disponibilità di banche
dati e degli accresciuti poteri dei controllori. Un significativo valore aggiunto
rispetto al passato, che promette un salto della qualità delle informazioni raccolte
sulla base delle dichiarazioni rese dai cittadini (DSU) e assicura la costruzione di un
indicatore in grado di discriminare con maggiore equità tra i diversi nuclei
richiedenti l’accesso alle prestazioni sociali. Dovrebbe dunque attenuarsi il
paradossale criterio selettivo che di fatto ha prevalso fino ad oggi, fondato sulla
propensione a dichiarare il falso pur di accedere alle agevolazioni

 

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